I (DCA) disturbi del comportamento alimentare

Bulimia

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) colpiscono circa 8-10 ragazze su 100 nella fascia di età tra i 12 e i 25 anni. Negli ultimi anni sono nettamente aumentati e colpiscono ogni strato sociale. La convinzione generale è che i DCA siano figli dell’età contemporanea. In realtà però non vi è considerazione più errata di questa in quanto tali disturbi persistevano già nel 1200, infatti proprio in quel periodo Santa Margherita D’Ungheria (1242 – 1271) sviluppò l’Anoressia per manifestare, tramite il totale digiuno e il persistente rigetto auto-indotto, la sua ribellione alle prepotenze e alle violenze del padre. L'identificazione dell'anoressia nervosa come entità clinica a sé stante risale al 1873, quando Gull e Lasègue, partendo da esperienze ed osservazioni differenti approdarono alla medesima conclusione studiando un certo numero di giovani donne che inesorabilmente e a dispetto di qualsiasi tentativo di terapia cessavano di alimentarsi. I DCA più comuni sono:

Esistono poi alcuni DCA che non sono largamente conosciuti:

  • il binge eating disorder (BEA), un quadro clinico caratterizzato da episodi di grandi abbuffate con perdita di controllo sul proprio comportamento
  • la bigorexia (disturbo diffuso soprattutto tra i body builder. Si tratta di un disturbo che ossessiona il soggetto ad aumentare ad ogni costo la propria massa muscolare)
  • Il SED (Sleep Eating Disorders) è un disturbo del sonno caratterizzato da episodi ricorrenti di sonnambulismo durante i quali i soggetti fanno abbuffate consistenti per lo più in grandi quantità di cibo ad alto contenuto di zucchero o grassi.

Oltre a questi ultimi disturbi non meno importanti e molto diffusi sono quei comportamenti che, pur non soddisfacendo completamente i criteri per una diagnosi precisa di anoressia o bulimia, sono comunque indicativi di un'attenzione non corretta all'alimentazione e al peso corporeo. Alcuni di questi disturbi vengono classificati nella categoria dei "disturbi dell'alimentazione non altrimenti specificati", altri potrebbero essere definiti come forme parziali del disturbo alimentare principale. Tra i primi troviamo, per esempio, alterazioni del comportamento alimentare con le seguenti caratteristiche:

  • per il sesso femminile, la persona presenta tutti i criteri dell'anoressia nervosa in presenza però di un ciclo mestruale regolare;
  • tutti i criteri dell'anoressia nervosa sono soddisfatti ma, malgrado la significativa perdita di peso, il peso risulta nei limiti della norma;
  • tutti i criteri della bulimia nervosa risultano soddisfatti, tranne il fatto che le abbuffate e le condotte compensatorie hanno una frequenza inferiore a 2 episodi per settimana per 3 mesi;
  • la persona è di peso normale, ma si dedica regolarmente ad inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo (per esempio ricorre al vomito autoindotto dopo aver mangiato due biscotti);
  • la persona ripetutamente mastica e sputa, senza deglutirle, grandi quantità di cibo;
  • la persona riferisce ricorrenti episodi di abbuffate in assenza delle regolari condotte compensatorie inappropriate tipiche della bulimia nervosa (si parla in questo caso di disturbo da alimentazione incontrollata).

 

Articolo del Dr. Cristian Livolsi pubblicato anche sul sito www.medicitalia.it